Huawei presenta Enjoy 9 e Matebook 13 con Intel i7 8th gen

Dato il minore hype creato intorno ad essi e alle loro caratteristiche meno innovative, Huawei Matebook 13 e Enjoy 9 sono passati più in sordina rispetto alla presentazione di Nova 4, ma anche loro sono stati ufficializzati ieri nell’evento tenuto dalla casa cinese. Il primo è un ultrabook, mentre il secondo è uno smartphone, nel caso non lo aveste ancora capito. Partendo dal primo, fa del design uno dei suoi punti di forza. Ha un display che occupa l’88% del pannello frontale con cornici dallo spessore di soli 4,4 mm.

Ha un design in metallo tagliato al diamante con uno spessore di soli 14,9 mm e pesa solamente 1,28 Kg. Lo schermo di Huawei Matebook 13 è da 13,3 pollici con tecnologia IPS e risoluzione di 2160 x 1440 pixel, luminosità di 300 nit e angolo di visione a 178 gradi. Monta processori Intel Core i5-8265 e i7-8568U Whiskey Lake di ottava generazione quad-core fisici, che hanno un TDP di 15W. La memoria RAM va fino a 8 GB e lo storage è di tipo SSD NVMe fino a 512 GB. C’è anche una GPU dedicata Nvidia MX150.

Il tutto alimentato da una batteria che dura circa 10 ore, di cui 2,5 ore possono essere fornite con soli 15 minuti di ricarica. Non ci sono porte USB normali, ma ci sono 2 USB-C e un lettore di impronte digitali. Huawei Matebook 13 è stato lanciato in Cina nelle colorazioni Deep Grey Ash, Cherry Powder e Gold con un prezzo di partenza di 637 euro che arriva a 815 euro per la variante i7. Huawei Enjoy 9 è invece uno smartphone di fascia bassa che è stato lanciato a 145 dollari sul territorio cinese.

Ha uno schermo da 6,26 pollici solo HD+, ma questa scarsa risoluzione insieme alla enorme batteria da 4000 mAh dovrebbe farlo durare un’eternità. La scocca nasconde un SoC Snapdragon 450, una RAM da 3 o 4 GB e una memoria da 32 o 64 GB in base alla configurazione scelta. Ha una doppia fotocamera sul retro da 13 e 2 MP f/1.8 e f/2.4, una singola frontale da 8 MP f/2.0 e Android 8.1 Oreo preinstallato.

Michele Ingelido: Blogger che da anni lavora nel settore tecnologico. Da perito tecnico mi definisco non solo un incurabile fanatico della tecnologia, ma anche un profondo estimatore di tutto ciò che intelligentemente crea innovazione, specie se in modo anticonformista… Un po’ come il Rock ‘n Roll!