Green Pass, occhio alla truffa su WhatsApp: dati a rischio

Il governo Draghi ha deciso di seguire la strada tracciata da Macron in Francia, predisponendo il Green Pass come “lasciapassare” obbligatorio (dal prossimo 6 agosto) per una serie di attività, tra cui viaggi e ristorazione. L’argomento è molto discusso in questi giorni, e come era prevedibile i malintenzionati stanno cercando di sfruttare questa situazione per provare a diffondere malware nei dispositivi degli utenti.

In che modo? Semplicemente con una nuova truffa su WhatsApp, che ha come scopo quello di accedere e di conseguenza entrare in possesso dei dati personali e delle coordinate bancarie delle vittime. Nel messaggio ricevuto dagli utenti su WhatsApp, viene specificato l’invito a cliccare ad un link che consentirebbe di ottenere il Green Pass e di muoversi liberamente in tutta Italia senza mascherina.

Tuttavia, cliccando sul link l’utente viene invece indirizzato ad una finta pagina istituzionale dove viene richiesto di inserire i propri dati personali (nome, cognome, indirizzo, ecc) e anche le coordinate bancarie. Si tratta chiaramente di un tentativo di truffa, come già segnalato più volte alla Polizia Postale. A quanto pare i malintenzionati si stanno muovendo anche su altri canali, come ad esempio le caselle email: pertanto il consiglio è di fare molta attenzione a questi messaggi.

Una nuova truffa riguardante il Green Pass è in atto anche su Telegram. Dopo il blocco di 10 canali Telegram che vendevano certificati falsi, è stato creato un nuovo gruppo i cui amministratori attivano certificati verdi digitali in 48/72 ore. Sarebbero già 1200 i certificati  falsi già venduti, come svelato dagli amministratori. I certificati vengono creati previa esibizione del proprio documento d’identità e della tessera sanitaria, oltre ovviamente ad un pagamento di 100 o 120 euro a seconda che si scelga il documento in forma digitale o cartacea.

Nessuno può garantire che questi certificati falsi verranno davvero rilasciati e che superino i controlli in quanto il Ministero della Salute è l’unico soggetto autorizzato al loro rilascio, che tra l’altro è gratuito.

Roberto Naccarella: Giornalista pubblicista, 32 anni, ho sempre avuto una grande passione: scrivere. Mi piace lo sport, seguo la politica, amo la musica. Diffido di ogni forma di elitarismo. Sono nato il giorno di San Patrizio e mi sento un pò irlandese.