La Russia banna le criptovalute: vietati tutti i pagamenti

Stando alle ultime notizie, sembra che la Banca Centrale russa abbia vinto la sua battaglia contro i pagamenti in criptovalute, che pertanto non potranno essere effettuati. Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere: Bitcoin, infatti, non aveva avuto un grande ritorno in termini d’immagine dall’avvicinamento di Mosca, ed è per questo che l’ultimo ban potrebbe giovare alla criptovaluta. Una mossa che oltretutto va a smontare la narrativa che voleva la Russia di Putin in totale difesa delle criptovalute e dei Bitcoin.

Inevitabilmente hanno giocato un ruolo le sanzioni nei confronti della Russia e in particolare delle banche russe, oltre al fatto che Mosca ha grosse difficoltà a reperire la valuta straniera. Bitcoin non subirà contraccolpi da questa decisione, anche perché la moneta virtuale, fin dai suoi esordi, ha come obiettivo la separazione tra la moneta e il potere politico. Ma c’è anche un altro aspetto, ovvero il fatto che l’economia della Russia, oggi come oggi, non ha questa grande rilevanza sul piano interno.

Pertanto, il volume che sarebbero in grado di spostare le criptovalute e i Bitcoin è davvero minimo in questo Paese. Infine, proprio il fatto che il Cremlino proibisce qualcosa molto spesso aumenta la curiosità dei cittadini, che potrebbero interessarsi maggiormente alle monete virtuali e in questo caso ai Bitcoin. Del resto sono già stati notati di recente dei segnali di ripresa dell’intero mondo crypto che potrebbero continuare in modo più marcato nel prossimo periodo fino ad invertire il trend al ribasso che ha caratterizzato questi ultimi mesi anche a causa del conflitto in Ucraina.

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Roberto Naccarella: Giornalista pubblicista, 32 anni, ho sempre avuto una grande passione: scrivere. Mi piace lo sport, seguo la politica, amo la musica. Diffido di ogni forma di elitarismo. Sono nato il giorno di San Patrizio e mi sento un pò irlandese.