SNES Mini pronta al debutto: ecco l’hardware della retro console

Il momento più atteso dell’anno da parte di tutti i retro-gamer è finalmente arrivato: Nintendo SNES Mini, la piccola console nata per giocare ai classici che hanno scritto la storia di Super Nintendo, è qui. Fresca di debutto, e con una line-up di titoli di lancio molto nutrita (non mancano il legendario Zelda: A Link To The Past e i primi capitoli della saga di Super Mario), la console è già stata analizzata a livello hardware, per scoprirne i segreti più nascosti.

Digital Foundry si è infatti lanciata nel compito di disassemblare la console, offrendoci la sua prima analisi tecnica. SNES Mini, sorprendentemente, sembra avere lo stesso hardware di NES Classic Edition, la prima retro-console di Nintendo nata per celebrare i più grandi successi del NES. In sostanza, la casa giapponese avrebbe semplicemente dato un nuovo design ad una console già esistente, arricchendola con nuovi contenuti giocabili.

Nello specifico, SNES Mini include un processore Allwinner R16 (costituito da 4 ARM Cortex A7 combinati con una GPU ARM Mali 400 MP2, un modulo DD3 da 256MB e storage da 512MB). Tuttavia, l’assenza di particolari upgrade a livello hardware per SNES Mini è più che ragionevole, dal momento che i giochi “rimasterizzati” per la nuova retro-console non presentano problemi di lag e dal punto di vista tecnico non richiedono grandi performance. Si tratta comunque di un vantaggio non indifferente per le community di modding e di game-hacking di tutto il mondo, dal momento che saranno necessari meno sforzi per comprendere la struttura della console e rendere così disponibili nuovi giochi oltre a quelli ufficiali.

Infine, a poche ore dal lancio ufficiale della nuova console dedicata ai retro-gamer, Nintendo ha specificato che entro l’estate 2018 verranno prodotte nuove unità NES Classic, ormai esaurite da tempo a causa dell’incredibile interesse da parte dei fan: non ci resta che scoprire se verranno dedicati nuovi contenuti e accessori alle due mini console che hanno avuto il merito di riportare “in superficie” i migliori classici di sempre della storia videoludica.

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