Windows Movie Maker ritorna, ma sotto forma di virus: attenzione ai fake download

Windows Movie Maker, la popolarissima applicazione Microsoft utilizzata dagli utenti di tutto il mondo per creare presentazioni video immediate e di facile visualizzazione, sembra essere tornato in testa alle news delle ultime ore, nonostante la sua dipartita avvenuta Gennaio scorso. Non si tratta purtroppo di notizie relative a un possibile ritorno in “nuova veste” del software, bensì di un allarme generalizzato nei riguardi di applicazioni fake che imiterebbero Movie Maker in tutto e per tutto, pur risultando malware al 100%.

Uno dei principali problemi legati al presunto “ritorno” di Windows Movie Maker è dato dal fatto che i risultati di ricerca Google che propongono il download della versione infetta del software appaiono proprio in testa alle SERP, rischiando di colpire così tantissimi utenti in tutto il mondo, specialmente coloro che hanno qualche difficoltà in più nel fiutare l’imbroglio. Microsoft stessa ha tuttavia interrotto la distribuzione del video editor ufficiale, annunciandolo con un comunicato online: per questo motivo, tutte le applicazioni Movie Maker scaricabili da siti di terze parti potrebbero presentare ads e pop up fastidiosi, o nel peggiore dei casi comportarsi come vero e proprio malware.

Il sito attualmente incriminato per la diffusione di copie di Windows Movie Maker fasulle è windows-movie-maker.org. Scaricando il software, si accede ad una versione apparentemente “normale” del video editor, tuttavia per sbloccare alcune funzioni supplementari come il salvataggio dei file occorre pagare per ottenere una full version. Ovviamente, Movie Maker originale è sempre stato disponibile gratuitamente, perciò questa richiesta fa sorgere più di qualche sospetto.

Al momento, sia Microsoft che Google sono state notificate dell’inconveniente, e provvederanno a rimuovere i link all’applicazione fake il prima possibile: rimane tuttavia ancora problematico scoprire app malevoli in cima ai risultati di ricerca di uno dei motori di ricerca più frequentati al mondo: come cambieranno gli algoritmi di Big G in futuro?

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