È morto il presidente di Samsung: Lee Kun-hee ha fatto la storia del brand

Lee Kun-hee, storico presidente di Samsung, è morto all’età di 78 anni. L’annuncio della sua scomparsa è arrivato proprio dal colosso di Seul, che ha voluto salutare il suo presidente definendolo un “visionario” che lascia un’eredità “eterna”. Lee Kun-hee era l’industriale più ricco della Corea del Sud, e a lui viene attribuita la straordinaria capacità di aver diffuso il marchio Samsung a livello mondiale nel settore tecnologico e anche in altri ambiti, come l’edilizia e la finanza.

Il presidente del gigante sudcoreano venne colpito da un attacco di cuore nel 2014. Da allora il suo stato di salute è diventato un grande punto interrogativo: nessun dettaglio è mai trapelato nè dall’azienda, nè tantomeno dalla famiglia, fino alla morte. Soprannominato “re eremita” per la sua vita estremamente solitaria, Lee Kun-hee ha avuto anche problemi giudiziari. Il presidente di Samsung è stato condannato due volte per corruzione ed evasione fiscale venendo poi graziato dagli ex presidenti sudcoreani.

Con la morte di Lee Kun-hee, in Corea del Sud e nel mondo intero si discute su chi sarà il suo successore, chiamato a prendere le redini di Samsung. La scelta dovrebbe ricadere su suo figlio, Lee Jae-yong, che già ricopre il ruolo di vicepresidente e leader “in pectore” del gigante di Seul da quando nel 2014 il padre fu colpito dall’attacco cardiaco. Tuttavia la sua ascesa potrebbe essere ostacolata, anche in questo caso, da problemi giudiziari. Lee Jae-yong ha infatti passato quasi un anno in prigione per lo scandalo sulla corruzione che ha coinvolto l’ex presidente sudcoreano Park Geun-hye.

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Roberto Naccarella: Giornalista pubblicista, 32 anni, ho sempre avuto una grande passione: scrivere. Mi piace lo sport, seguo la politica, amo la musica. Diffido di ogni forma di elitarismo. Sono nato il giorno di San Patrizio e mi sento un pò irlandese.