La luce ultravioletta uccide i coronavirus: nuova ricerca choc sui LED UV-C

Il Coronavirus che sta alla base della malattia da Covid-19 ha letteralmente cambiato le nostre vite. Il mondo è alle prese con una pandemia dalle conseguenze gravissime ed è alla costante ricerca di validi rimedi per il suo arginamento. Negli ultimi giorni sono trapelate delle notizie interessanti dai laboratori dell’universita israeliana di Tel Aviv. I raggi UV, a quanto pare, potrebbero essere un’arma efficace nella lotta al virus. Vediamo i dettagli.

Coronavirus KO in 30 secondi

In base agli studi scientifici svolti in Israele, i Coronavirus sarebbero sensibili ai raggi UV e verrebbero eliminati se esposti a questi per almeno 30 secondi. Questo è quanto trapelato e quanto, per certi versi, sta facendo sperare in una soluzione relativamente semplice al problema che sta affliggendo il mondo intero. Nonostante le notizie siano molto incoraggianti, non è comunque il momento per cantare vittoria. I test, infatti, sono stati effettuati su uno dei Coronavirus che attacca l’uomo ma non sul Sars-COV-2. Occorrerà procedere ai test per verificare la reale efficacia.

Vale comunque la pena specificare che per essere efficace contro i Coronavirus, i raggi UV devono essere UV-C e con una lunghezza d’onda pari a 285 nm. Basterebbe l’installazione di questi raggi all’interno degli ambienti (in modo particolare nei filtri dei condizionatori d’aria) per sanificare e ottenere ottimi risultati contro i virus.

Le possibili controindicazioni

Testare l’efficacia dei LED UV contro i Coronavirus è importante per stabilire se davvero varrebbe la pena affidarsi a questo metodo di sanificazione. Pare, infatti, che i raggi UV-C siano particolarmente dannosi per gli uomini che, se esposti a queste luci, possono subìre scottature o danni ingenti alla vista. La produzione di questo tipo di LED, poi, può risultare ancora abbastanza costosa, anche se più economica dei raggi a 265 nm. Il discorso è particolarmente valido nel caso in cui ci si dovesse trovare dinnanzi ad una produzione in qualità ingenti.

Attualmente, comunque, è indispensabile attendere i risultati dei test e delle verifiche. Potremmo essere dinnanzi ad una scoperta scientifica di rilievo mondiale ma, per il momento, si parla ancora e soltanto di probabilità. Nei prossimi mesi, indubbiamente, ne sapremo di più.

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