Il coronavirus farà slittare (o saltare) anche Amazon Prime Day

In tempi di coronavirus non stupiscono più i tanti rinvii degli eventi in programma in questo periodo e nei prossimi mesi. Abbiamo assistito all’annullamento del Mobile World Congress e del Google I/O, oltre ad altri appuntamenti tecnologici non meno importanti. Stando a quanto emerso nelle ultime ore, sembra che anche Amazon Prime Day sarà interessato da un inevitabile slittamento.

Lo shopping di metà anno del colosso online, che generalmente avviene nel mese di luglio, consente agli utenti di approfittare di forti sconti per assicurarsi qualche prodotto Amazon con relativa garanzia. Va comunque sottolineato che le offerte sono riservate a coloro che sono iscritti ad Amazon Prime, anche se le prove gratuite permettono a tutti di accedere agli sconti. Ufficialmente non viene confermata la motivazione del coronavirus, ma è chiaro che il colosso dell’e-commerce avrebbe avuto grosse difficoltà a gestire il Prime Day in questa situazione.

Lo slittamento potrebbe portare la data dell’evento di offerte fino ad Agosto, ma c’è chi ipotizza che la giornata dedicata alle offerte possa saltare del tutto. Ma in termini prettamente economici, quanto costerà ad Amazon questo rinvio? Alcuni analisti hanno provato a tracciare un quadro, affermando che il rinvio del Prime Day 2020 potrebbe comportare una perdita di 100 milioni di dollari per l’azienda a causa dei tantissimi prodotti che resteranno invenduti. E’ infatti risaputo che questo evento è uno di quelli da cui l’e-commerce trae più profitto. Ma secondo il General Counsel dell’e-commerce – il documento è stato visto da Reuters, ndr – le perdite potrebbero arrivare anche a 300 milioni di dollari.

Fonte: CNET

Roberto Naccarella: Giornalista pubblicista, 32 anni, ho sempre avuto una grande passione: scrivere. Mi piace lo sport, seguo la politica, amo la musica. Diffido di ogni forma di elitarismo. Sono nato il giorno di San Patrizio e mi sento un pò irlandese.