A partire dal 22 ottobre, in Italia si ha diritto alla riparazione. Un decreto legislativo, per la precisione il D.Lgs. 176/2026, in Gazzetta Ufficiale dal 7 ottobre, stabilisce degli obblighi per i fabbricanti e nuove tutele per chi acquista prodotti tecnologici. Lo scopo è prendere più semplici e convenienti le riparazioni rispetto a buttare un prodotto e acquistarne un altro, al fine di ridurre i rifiuti elettronici.
Da oggi, per una serie di prodotti, il fabbricante è obbligato ad accettare una richiesta di riparazione gratuita o con un prezzo ragionevole, nonché in tempi ragionevoli, anche dopo i 2 anni di garanzia legale. Se la riparazione è tecnicamente impossibile, il produttore potrà offrire un prodotto sostitutivo o ricondizionato. I prodotti che rientrano in questa norma sono smartphone, tablet, telefoni cordless, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi, asciugabiancheria, TV, monitor, aspirapolvere, server, sistemi di archiviazione dati, apparecchi per il riscaldamento dell’ambiente a uso domestico, apparecchiature di saldatura e beni con batterie per mezzi di trasporto leggeri come ebike e monopattini elettrici.
Per la riparazione, l’azienda deve consegnare un modulo europeo standardizzato con il tipo di lavoro, i tempi stimati, il prezzo e l’eventuale disponibilità di un prodotto sostitutivo. Le condizioni del modulo sono valide per 30 giorni e la riparazione non può essere rifiutata se il prodotto è stato già riparato da terzi in precedenza. Per chi sceglie di riparare il prodotto invece di sostituirlo, la responsabilità del venditore si estende di altri 12 mesi dalla data in cui è stato riparato. La clausola in questione ha effetto retroattivo anche per i contratti conclusi dal 31 luglio 2026. In caso di violazione, sono previste sanzioni da 5000 a 50000 euro dall’Antitrust.
Entro luglio 2027 sarà attivata una piattaforma online per trovare riparatori certificati, venditori di ricondizionati e repair café in zona, ed è stato istituito anche un Osservatorio nazionale sulla riparazione. In futuro potrebbero essere aggiunte anche altre categorie di prodotti rientranti nel decreto.
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