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Linux si può usare su smartphone senza togliere Android grazie al netboot

di Roberto Naccarella

Cosa potrebbe spingere a rinunciare ad Android sul proprio smartphone e scegliere Linux come sistema operativo? Solitamente chi compie questa mossa è un fan del modding e apprezza la possibilità di svariare tra le ROM e le personalizzazioni, mentre difficilmente un “semplice utente” si lancerebbe in quest’avventura. Tuttavia qualcuno potrebbe anche essere incuriosito e potrebbe avere la tentazione di provare ad utilizzare un altro sistema operativo sul proprio smartphone.

Proprio per questa platea viene consigliato postmarketOS, un sistema operativo basato su Linux che ha appena introdotto il supporto al network boot o netboot: per farla breve, con postmarketOS si può provare la stessa esperienza di Linux con il PC senza però procedere ad alcuna installazione. Per avviare il sistema operativo sullo smartphone, lo stesso (con bootloader sbloccato) va collegato ad un PC: una volta scollegato, il telefono ritorna normalmente a funzionare con Android.

Come funziona? Sostanzialmente sulla RAM viene eseguito il kernel di Linux, mentre i file del sistema operativo restano sul PC e vengono utilizzati per mezzo del cavo USB che collega smartphone e computer. Una volta scollegato, procedendo al riavvio si assicura anche la pulizia della RAM dal kernel: quando si riaccende il dispositivo tutto torna come prima. L’utente potrà ripetere l’operazione ogni qualvolta lo desideri.

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