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La riforma del Copyright è stata approvata dal Parlamento Europeo: ecco cosa succederà

di Michele Ingelido

A nulla è servito il gigantesco polverone sollevato dai big del web e nemmeno la mobilitazione di milioni di persone che hanno espresso il loro dissenso con proteste e petizioni durante l’ultimo anno. Il Parlamento Europeo ha approvato la tanto chiacchierata riforma del copyright con 374 sì e 274 no ignorando ogni protesta. Un pesante macigno di responsabilità cadrà presto sulle più importanti aziende nel mondo di internet, tra cui non si possono non annoverare Google e Facebook.

In sostanza queste aziende saranno costrette a condividere i ricavi con artisti e giornalisti e saranno personalmente responsabili del controllo di ogni contenuto caricato sulle loro piattaforme che non dovrà violare il copyright. La legge include l’approvazione dell’articolo 13 e della link tax (articolo 11). Ciò potrebbe comportare un cambiamento radicale di molte piattaforme o addirittura la loro chiusura.

Tra queste troviamo YouTube che ha recentemente sostenuto che a causa di questa legge molti tipi di video potrebbero scomparire, e Google News che ha addirittura alluso a una chiusura definitiva. Si salveranno invece snippet con testo molto breve, enciclopedie online non commerciali, piattaforme software open source, contenuti riguardanti la ricerca scientifica, meme e GIF.

La legge sul copyright è stata promulgata per garantire che internet resti uno spazio di libertà di espressione. L’entrata in vigore avverrà 2 anni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Vi lasciamo qui sotto il comunicato del relatore Axel Voss a proposito della direttiva.

Questo accordo è un passo importante per correggere una situazione che ha permesso a poche aziende di guadagnare ingenti somme di denaro senza remunerare adeguatamente le migliaia di creativi e giornalisti da cui dipendono. Allo stesso tempo, l’accordo contiene numerose disposizioni per garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. Tali disposizioni non erano di per sé necessarie, perché la direttiva non creerà nuovi diritti per i titolari. Tuttavia, abbiamo ascoltato le preoccupazioni sollevate e abbiamo scelto di garantire doppiamente la libertà di espressione. I “meme”, i “gif”, i “snippet” sono ora più che mai protetti. Sono inoltre lieto che il testo concordato oggi protegga in particolare le imprese in fase di avviamento. Le aziende leader di domani sono le start-up di oggi e la diversità dipende da un profondo bacino di aziende giovani, innovative e dinamiche. Si tratta di un accordo che protegge la vita delle persone, salvaguarda la democrazia difendendo un panorama mediatico diversificato, rafforza la libertà di espressione e incoraggia la creazione di nuove imprese e lo sviluppo tecnologico. Aiuta a rendere Internet pronta per il futuro, uno spazio a beneficio di tutti, non solo di pochi potenti”.

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