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Europa e USA stringono una grande alleanza tecnologica: cosa comporta?

di Roberto Naccarella

Con il 6G e i nuovi grandi progressi tecnologici che ne conseguiranno gli Stati Uniti e l’Europa non vogliono ritrovarsi a compiere gli stessi errori che si sono verificati con il 5G, i quali hanno comportato un grande dominio dalla Cina. Per questo, gli USA e il Vecchio Continente stanno di fatto sancendo una “santa alleanza”, arrivando a strutturare un progetto comune che consenta ad entrambi di non ritrovarsi con le medesime problematiche dell’attuale rete di nuova generazione.

Un’urgenza che è diventata ancora più impellente in seguito allo scoppio del conflitto in Ucraina, che potrebbe comportare un forte rallentamento nel processo di globalizzazione e criticità ancora più pesanti a carico delle catene di produzione. Sia gli Stati Uniti che l’Europa vivono con grande ansia l’eventualità di ritrovarsi facilmente senza materie prime e tecnologie. Per questo si sta costruendo l’alleanza tech tra Bruxelles e Washington, che si sono già incontrati due volte per stabilire le linee di intervento, sia dal punto di vista industriale che nell’ambito della ricerca.

La piattaforma comune nasce quindi dall’esigenza di una collaborazione più intensa e duratura tra Europa e USA sul fronte economico e tecnologico, con la possibilità di scambiare informazioni privilegiate e scegliere percorsi comuni, rendendo così anche le cose più semplici alle aziende. Il 6G quindi è solo uno dei punti toccati da questa nuova grande collaborazione, la quale riguarderà altri ambiti importanti come ad esempio l’intelligenza artificiale. In più, Bruxelles e Washington vogliono anche intervenire tempestivamente per evitare rallentamenti nella produzione di microchip.

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