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Governo fa dietrofront: torna l’obbligo del POS sotto i 60€

di Michele Ingelido

Il governo si è trovato costretto a fare marcia indietro con la norma che aboliva l’obbligo per i commercianti di accettare il POS per i pagamenti al di sotto dei 60 euro (e quindi i pagamenti con carta e smartphone). Nello specifico era stato deciso un innalzamento del tetto sotto il quale sarebbe stato possibile per i commercianti evitare di accettare i pagamenti elettronici come forma di pagamento per beni e servizi.

Adesso il POS rimane non obbligatorio solo sotto i 30 euro, mentre superati i 30 euro, chi non lo accetterà, potrà subire sanzioni che ammontano a 30 euro più il 4% della transazione negata. Vien da sé che più sarà alto l’importo del pagamento per il quale viene negata la forma di pagamento elettronica, più sarà alta anche la sanzione. La notizia è trapelata dalla commissione Bilancio alla Camera, durante lo stabilimento degli ultimi punti per la Legge di Bilancio in approvazione entro il mese.

Il motivo del dietrofront? Semplice: l’innalzamento della soglia a 60 euro sarebbe stato contrario agli obiettivi del Pnrr, il quale prevede l’abbattimento delle barriere verso l’uso dei pagamenti elettronici e della lotta all’evasione fiscale. Adesso il governo valuta alternative che mantengano effettivo l’azzeramento dell’impatto sugli esercenti delle commissioni che derivano dall’uso del POS. Tra le soluzioni valutate c’è la trasformazione di tutte le commissioni in credito di imposta.

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