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Indossabili senza batteria usando i metamateriali: le scoperte della NUS

di Roberto Naccarella

Il settore del wearable ha visto una crescita importante fino al 2019, e di recente abbiamo assistito anche alla realizzazione di diversi dispositivi indossabili inediti che possono essere controllati anche per mezzo di uno smartphone, sfruttando una connessione Wi-Fi o anche Bluetooth. Proprio la necessità di rendere queste connessioni sempre più efficienti e soprattutto sicure ha spinto i ricercatori della National University of Singapore (NUS) a rimboccarsi le maniche per trovare delle soluzioni in tal senso.

Alla fine, dopo un duro lavoro, i ricercatori sono riusciti a proporre qualcosa di veramente innovativo: la connessione tra smartphone e wearable può avvenire anche tramite i nostri vestiti, grazie all’uso dei metamateriali. Il “wireless body sensor network”, come viene chiamato dagli studiosi dell’Università di Singapore, garantirebbe un segnale 1000 volte più forte rispetto alle connessioni attuali. Un dato che lascia immaginare come in futuro potrebbero essere realizzati anche indossabili senza batteria, dato che oltre all’efficienza verrebbe nettamente migliorata anche l’autonomia.

Tutto ciò, come detto, grazie ai metamateriali, creati artificialmente e caratterizzati da proprietà elettromagnetiche: gli elementi conduttivi inseriti negli indumenti consentirebbero di mantenere tutto il segnale tra lo smartphone e il dispositivo wearable (entro 10 centimetri dal corpo, ndr), evitando quindi dispersioni. Pubblicato lo scorso 17 giugno su Nature Electronics, il progetto è già stato brevettato dai ricercatori ed è in corso un processo per lanciarlo sul mercato.

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