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La Cina impone un coprifuoco notturno sui videogiochi e un limite di tempo

di Roberto Naccarella

Un vero e proprio “coprifuoco”, che comincia alle 22 di ogni sera e termina alle 8 del mattino successivo. E’ la stretta imposta dal governo cinese per limitare l’utilizzo dei videogiochi per i bambini, che troppo spesso sono la causa principale di disturbi alla vista. Pechino ha introdotto il coprifuoco notturno assieme ad un “massimale” di gioco durante le ore diurne per i minorenni, che potranno svagarsi con console e piattaforme di “gaming” per una durata massima di 90 minuti al giorno.

L’agenzia stampa ufficiale Xinhua ha ricordato che già nel 2018 il presidente cinese Xi Jinping aveva dichiarato che ben presto sarebbero state introdotte nuove direttive sull’utilizzo dei videogiochi da parte dei minorenni. Oltre ai problemi agli occhi, che per il governo cinese rappresentano la criticità principale, questa scelta si è resa necessaria anche per limitare “comportamenti sfrenati” dettati proprio dai videogiochi, che andrebbero anche a fomentare la violenza.

Pertanto, chi ha meno di 18 anni ha a disposizione solo 90 minuti di utilizzo al giorno, e i costruttori di videogiochi dovranno anche impegnarsi a realizzare questo “coprifuoco” dalle 22 alle 8, rendendo di fatto le console inaccessibili in quel lasso di tempo. Va ricordato che il mercato cinese dei videogiochi è il primo al mondo nel settore, con un fatturato superiore ai 600 milioni di dollari.

fonte: NYTimes

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