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Gravi accuse a Musk: i chip di Neuralink nel cervello uccidono le scimmie

di Roberto Naccarella

Esperimenti brutali ai danni di alcune scimmie per l’impiantazione dei chip realizzati da Neuralink. E’ un’accusa molto pesante quella lanciata dal gruppo di attivisti della Physician Committee for Responsible Medicine nei confronti del multimiliardario Elon Musk, proprietario dell’azienda specializzata in neurotecnologie e intelligenza artificiale. Secondo gli animalisti, infatti, Neuralink avrebbe violato le leggi federali che tutelano gli animali negli esperimenti, inducendo alle scimmie una “sofferenza estrema”.

Nei documenti presentati in tribunale, il Physician Committee for Responsible Medicine riporta anche alcuni casi, come ad esempio quello di un primate (poi soppresso) a cui mancavano delle dita per automutilazione o trauma. Ma gli attivisti denunciano anche infezioni del sangue ed emorragie cerebrali in seguito all’impiantazione dei chip. Dal canto suo, la società di Elon Musk si difende spiegando che ogni procedimento è stato eseguito nel pieno rispetto etico, precisando che molti esperimenti sono stati condotti su cadaveri di animali.

Tuttavia il magnate viene accusato di aver fatto morire 15 delle 23 scimmie sottoposte ai test. L’obiettivo dei chip di Neuralink è quello di creare una connessione tra il cervello e un dispositivo, in modo tale da avere scenari rivoluzionari sul campo sanitario: in primis, l’idea dell’azienda di Musk è quella di far tornare a camminare persone che hanno subito una paralisi in seguito a gravi lesioni del midollo spinale.

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