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Honor punta al dominio del mercato: riaccolta da Qualcomm e MediaTek

di Patrizia Maimone Aggiornato il
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Honor ha rappresentato per anni uno dei punti di forza dell’azienda cinese Huawei. Come spesso avviene quando si ha la necessità di superare momenti difficili, Huawei ha dovuto rinunciare al noto sub-brand vendendolo ufficialmente nel novembre 2020. Certamente una ghiotta occasione per Honor che, distaccatasi definitivamente dalla casa madre, non dovrà più subire le conseguenze dei problemi di quest’ultima con gli Stati Uniti d’America. Anzi, per il 2021 i progetti sono molto ambiziosi e parlano di un obiettivo di 100 milioni di dispositivi da vendere durante tutto l’anno.

Honor, da sub-brand a concorrente di Huawei

Ne è passato di tempo da quando, nel 2011, Honor debuttava sul mercato degli smartphone. Allora si trattava semplicemente di una specifica serie di dispositivi Huawei che, negli anni è poi divenuto un marchio fondato ufficialmente nel 2013 a Shenzhen, in Cina. L’uscita dei dispositivi della casa produttrice dai confini cinesi ha avuto inizio, per quanto riguarda l’Europa, nella seconda metà del 2014 quando è stato ufficializzato l’allora innovativo Honor 6. Da quel momento è stata una vera e propria ascesa con numeri, in termini di vendite, sempre più incoraggianti.

Da novembre 2020, il brand fa parte del gruppo Shenzhen Zhixin New Information Technology come diverse altre aziende che stanno dicendo la loro nel settore tecnologico in Cina e in tutto il mondo. Adesso, poi, che non esiste più alcun vincolo connesso ad Huawei e al ban degli USA le cose sono destinate indubbiamente ad andare sempre meglio. A proposito di USA, si vocifera che già da fine 2020 potrebbero arrivare i primi accordi tra alcuni fornitori di prestigio e Honor e che sia Qualcomm che Mediatek abbiano manifestato soddisfazione per l’ingresso del marchio tra quelli indipendenti nel settore.

I piani per il 2021

Sulla scia di tutte queste novità positive e con l’incoraggiamento dei più, Honor è pronta a lanciarsi in una sfida molto impegnativa. Da sub-brand di Huawei, infatti, si prepara a diventarne uno dei principali concorrenti. L’obiettivo prefissato per il 2021 è quello di spedire 100 milioni di unità nell’arco dell’anno prossimo. Un progetto ambizioso considerando che Huawei si fermerebbe a poco più della metà (circa 60 milioni).

Ora che il brand è tornato in affari con Qualcomm e MediaTek che gli forniranno nuovamente i processori è intenzionato a diventare uno dei marchi più importanti in assoluto nel settore degli smartphone. Il CEO Zhao Ming ha già confermato il lancio di uno smartphone top di gamma, anche se non ci sono ancora tempistiche ufficiali: secondo le ultime indiscrezioni il dispositivo sarebbe Honor V40 e l’uscita sarebbe stata fissata per il 12 Gennaio.

Le carte in tavola, dunque, sono scoperte e c’è chi è pronto a scommettere che il produttore riuscirà a raggiungere un numero di spedizioni così elevato. Ricordiamo che il fatto stesso che il marchio venda i propri dispositivi prevalentemente online consente all’azienda di mantenere i prezzi molto concorrenziali e, in certi casi, inferiori alla media del mercato. Un incentivo in più per tutti gli affezionati del marchio.

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