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Covid-19, dal 26 aprile arriva il Certificato verde digitale: come funziona

di Roberto Naccarella

Dal 26 aprile, tra le varie misure previste dal Governo, spicca il “Green Pass”, noto anche come “Certificato Verde”, che consentirà di spostarsi tra le Regioni e le Province autonome che si trovano in zona arancione o rossa. In tutto le certificazioni verdi saranno tre, in linea con quanto sta avvenendo anche nel resto d’Europa. Per farla breve, i “Green Pass” attestano che la persona abbia ricevuto il vaccino anti-Covid, oppure che la stessa persona sia guarita dall’infezione da coronavirus.

In ultimo, il “Green Pass” può anche essere rilasciato a coloro che hanno effettuato un test molecolare o antigenico rapido con esito negativo, e sono pertanto liberi di muoversi. Per tutti coloro che invece non hanno mai avuto il Covid-19, non ancora ricevono il vaccino e non si sono sottoposti ad un test, è possibile muoversi solo tra le Regioni in zona bianca e gialla. Per il rilascio del certificato verde ci si può rivolgere presso la struttura sanitaria che ha provveduto ad inoculare il vaccino o dove si è stati ricoverati (in caso di semplice assistenza domiciliare basta contattare il medico di famiglia o il pediatra).

Stesso discorso per chi ha fatto il test (ed è negativo) presso strutture sanitarie pubbliche, private o farmacie. Le certificazioni verdi, che possono essere rilasciate sia in forma cartacea che digitale, hanno una durata di sei mesi nel caso di vaccinazione o guarigione dal Covid-19. Per il certificato verde che accerta l’esito negativo del tampone la durata è di sole 48 ore. L’Italia riconosce come valide anche le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione europea e dagli Stati terzi riconosciute dall’Unione europea.

Riassumendo, la certificazione verde può essere di tre tipi:

  • Certificazione sull’avvenuta vaccinazione: rilasciata dalla struttura sanitaria che ha inoculato il vaccino e ha una durata di 6 mesi.
  • Certificazione che attesta la guarigione: rilasciata dalla struttura sanitaria presso cui si è stati ricoverati o dai medici di medicina generale e dai pediatri, ha una durata di 6 mesi che però scade nel momento in cui si risulta positivi al coronavirus.
  • Certificazione per l’esito negativo del tampone: rilasciata da strutture sanitarie pubbliche, strutture sanitarie private autorizzate e accreditate e farmacie, ha una durata di 48 ore.

Fonte

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