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Scampato pericolo per Xiaomi: verrà rimossa dalla blacklist degli USA

di Roberto Naccarella

Fin dal primo giorno di insediamento della nuova amministrazione USA guidata dal presidente eletto Joe Biden si è cercato di capire se questo cambio di rotta potesse portare anche ad una distensione nella guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina. Finora non si sono avuti particolari segnali in tal senso, tanto che il “ban” inflitto da Trump a Huawei non è stato minimamente toccato. Tuttavia, un altro importante produttore cinese sembra prossimo alla rimozione dalla blacklist statunitense. Parliamo di Xiaomi, anch’essa inserita dall’ex presidente USA nella “lista nera”, apparentemente senza alcun motivo.

E’ bastato un premio a Lei Jun, CEO e co-fondatore del gigante di Pechino, per suggerire a Trump un possibile legame tra Xiaomi e il Partito Comunista Cinese (e con l’esercito). Legame prontamente smentito da Xiaomi, che ha subito provveduto a fare causa ai Dipartimenti della Difesa e del Tesoro degli Stati Uniti. Già la corte distrettuale del District of Columbia, lo scorso marzo, aveva dato ragione all’azienda asiatica, intimando al Dipartimento della Difesa di togliere Xiaomi dalla blacklist che rischiava di compromettere seriamente il futuro della società in termini economici e strategici.

Stando a quanto emerso, sembra che le parti abbiano trovato un accordo, che dovrebbe essere siglato il prossimo 20 maggio. Per ora l’azienda, gli USA e la Cina non si sono pronunciati in merito, ma Bloomberg conferma l’avvenuto accordo per rimuovere il ban. L’inserimento dell’azienda in blacklist comportava l’impossibilità da parte delle aziende statunitensi di investirvi, tuttavia non metteva a repentaglio il suo business nel mercato degli smartphone, a differenza di quanto accaduto con Huawei.

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