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Passaporto sanitario Covid-19 al via negli USA: è un’app per smartphone

di Patrizia Maimone

Si chiama Excelsior Pass ed è l’equivalente statunitense del Certificato Verde Digitale. Vi sono comunque alcune differenze tra i due nonostante si tratti pur sempre di una sorta di passaporto sanitario legato al Covid-19. Mentre, però, il primo è già attivo ed utilizzato mediante un’app, il secondo è ancora in fase di lavorazione. Ma cos’è esattamente questo pass? Come funziona e chi può utilizzarlo? Facciamo un po’ di chiarezza.

Excelsior Pass, in cosa consiste

Excelsior Pass è il passaporto sanitario che lo stato di New York ha adottato per tracciare chi si è già vaccinato contro il Covid-19 e chi è risultato recentemente negativo al tampone. Si tratta di un’applicazione, tra l’altro semplicissima da utilizzare, sviluppata in collaborazione con IBM che genera un codice QR in cui sono contenute le informazioni inerenti “il rapporto” del cittadino con il Coronavirus (vaccinazioni e test).

L’utilizzo dell’Excelsior Pass non è attualmente obbligatorio ma esclusivamente volontario. Ciò vuol dire che il cittadino di New York che non voglia scaricarla non è obbligato a farlo. In caso di necessità, però, dovrà comunque essere in grado di presentare adeguata documentazione che attesti, ad esempio, l’avvenuta vaccinazione.

Come vengono utilizzati i dati

Nel momento stesso in cui il cittadino scarica l’Excelsior Pass e gli viene attribuito il codice QR, potrà esibirlo ogni qualvolta sarà necessario (ad esempio per partecipare ad eventi pubblici o accedere a cinema e teatri). All’interno del codice saranno rinchiuse tutte le informazioni che le varie strutture potranno leggere scansionando il codice e convalidandolo. Per terminare con successo la procedura i cittadini dovranno esibire anche un documento di identità. Resta obbligatorio rispettare le eventuali prescrizioni di sicurezza (distanziamento, DPI e simili).

In base a quanto dichiarato dalle autorità e dagli sviluppatori, l’Excelsior Pass non memorizza i dati sensibili dei cittadini. Il tutto viene poi crittografato e quindi protetto da eventuali manomissioni o creazioni di pass falsi. Come accaduto per l’app Immuni in Italia, per questo pass esistono correnti di pensiero contrapposte. C’è chi, infatti, lo giudica un passo fondamentale per riprendere, pian piano, la normalità. C’è chi, poi, la ritiene un’app che discrimina i cittadini tra loro. Attualmente, comunque, il sistema sembra funzionare e sarà presto esteso ad un numero sempre maggiore di strutture.

Fonte

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