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UE accusa Apple di concorrenza sleale: rischia sanzioni fino a 27 miliardi

di Margherita Sanna

Tempi duri in casa Apple. Dopo la class action contro la pubblicità degli iPhone 8, ora l’Unione Europea ha accusato il gigante di Cupertino di aver violato le leggi sulla concorrenza. La Commissaria Europea, Margrethe Vestager, ha inviato le “contestazioni formali” in cui si accusa l’azienda di addebitare commissioni più elevate ai concorrenti nell’App Store e non informerebbe sulle opzioni di abbonamento alternative più economiche.

Il tweet del 30 Aprile che annuncia quanto sta accadendo, è stato pubblicato dalla stessa Vestager su Twitter. Il caso era stato sollevato da Spotify che aveva reclamato contro le commissioni che Apple faceva pagare per gli acquisti sull’App Store. Invece per lo stesso servizio fornito da Apple Music, non c’erano commissioni. Inoltre, non viene permesso a sviluppatori come Spotify di informare gli utenti di altre forme di pagamento alternative, come andare sul sito ufficiale.

Ma Spotify non è stato l’unico a protestare, anche Rakuten per i libri di Apple Books ed Epic Games. Le sanzioni che Apple potrebbe pagare si aggirano intorno ai 27 miliardi di dollari e cambiare il suo modello di business. Ma il gigante di Cupertino ha respinto ogni accusa:

Spotify è diventato il più grande servizio di streaming musicale in abbonamento del mondo, e siamo orgogliosi di aver avuto un ruolo in questo. Spotify non paga ad Apple nessuna commissione su oltre il 99% dei suoi abbonati, e paga solo una commissione del 15% sugli abbonati rimanenti acquisiti attraverso l’App Store. Il nocciolo di questo caso è che Spotify pretende di pubblicizzare sistemi di abbonamento alternativi sulla sua app per iOS, una pratica che nessun altro store nel mondo permette. Ancora una volta, vogliono tutti i benefici dell’App Store ma non pensano che dovrebbero pagare niente per ottenerli. L’argomentazione della Commissione per Spotify è all’opposto del concetto di concorrenza leale.

Il colosso di Cupertino ha dichiarato che è anche grazie all’App Store che Spotify è diventato il principale servizio di streaming musicale al mondo, per cui ritiene di meritare un tornaconto per i benefici garantiti.

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