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Canone Rai fuori dalla bolletta: il Governo approva l’ordine del giorno

di Roberto Naccarella

Le direttive della Commissione Europea, che rientrano tra i requisiti per l’accesso ai fondi Next Generation EU del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), comporteranno lo “scorporo” del Canone RAI dalla bolletta elettrica. Il Piano stesso prevede infatti che vengano eliminati i cosiddetti “oneri impropri” dai costi relativi all’energia. L’ordine del giorno riguardante la rimozione della tassa dalle bollette degli italiani, presentato da Maria Laura Paxia del Gruppo Misto, è stato accettato dal Governo (accolto con riformulazione, senza quindi bisogno di una votazione).

Sebbene non ci sia ancora nulla di definitivo (l’approvazione ha carattere accessorio) la pratica va avanti, e in caso il Canone RAI venga davvero scorporato dalla bolletta elettrica sarà necessario per il Governo individuare altre forme per garantire entrate annuali nelle casse della storica emittente. Molto probabilmente si ritornerà alla modalità esistente fino al 2016, anche se con un “ammodernamento” (ad esempio con PagoPA che è tra le ipotesi più accreditate).

L’introduzione del Canone RAI in bolletta era stato deciso nel 2016 dal governo Renzi per contrastare l’evasione. In effetti la mossa ha dato i suoi frutti: secondo l’Agenzia delle Entrate il tasso di evasione è sceso dal 27 al 5%, mentre gli abbonati sono passati in un solo anno da 16,5 a 22,2 milioni. Anche per questo motivo Viale Mazzini ha già espresso tutta la propria preoccupazione per l’eventuale scorporo della tassa per il possesso della TV dalla bolletta elettrica previsto per il 2023: il timore è che si verifichi nuovamente la corsa all’evasione.

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