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Uomo paralizzato mangia con braccia robotiche controllate a mente

di Roberto Naccarella

Per le persone che hanno subito un trauma e devono vivere con una paralisi più o meno marcata, anche le normali attività quotidiane diventano difficilissime o in alcuni casi praticamente impossibili senza l’aiuto di qualcuno. La vita può quindi diventare difficilissima. Tuttavia, la scienza sta studiando da tempo delle possibili soluzioni che possono venire incontro a coloro che fanno molta fatica anche a compiere gesti come mangiare e vestirsi, come le braccia robotiche. Queste idee potrebbero consentire ai soggetti con paralisi di recuperare almeno parzialmente l’autonomia.

Proprio nelle scorse ore è stata resa pubblica l’invenzione di un’interfaccia cervello-macchina che permetterebbe ad un essere umano che presenta una disabilità di rilievo di nutrirsi senza più dipendere da altre persone. La soluzione, progettata dai ricercatori della Johns Hopkins University del Maryland, è stata testata su un uomo di 49 anni che vive da quasi un trentennio con una paralisi che gli impedisce di muoversi. La lesione spinale insorta dopo un brutto incidente gli ha infatti provocato una mobilità limitata a spalle, braccia e gomiti e l’impossibilità di muovere le dita.

I ricercatori hanno impiantato nel cervello del 49enne una serie di sensori che rivelano gli input cerebrali che intervengono sul movimento delle braccia robotiche, che tagliano il cibo e lo portano alla bocca. L’uomo può quindi intervenire sui movimenti, plasmandoli in base a ciò che vuole. In 26 occasioni su 37 il risultato è stato soddisfacente, mentre nelle altre 11 il braccio con la forchetta non ha centrato il dessert. Servono ancora molti studi, ma di sicuro il primo approccio è incoraggiante.

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