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Android P, prime indiscrezioni: le app con API non ufficiali potrebbero avere vita breve

di Roberta Betti

Mancano ormai pochi mesi al lancio della prima Developer Preview di Android P, successore di Oreo, ed ovviamente alcuni dettagli in merito all’OS iniziano a trapelare nel codice AOSP. Secondo quanto scoperto da XDA, Google sarebbe prossima a fare una “mossa” che risulterebbe sgradita a molti developer: rimuovere l’accesso alle API non ufficiali nella prossima iterazione di Android 9.0.

Questa rivelazione potrebbe causare alcuni contrattempi di troppo ai developer concentrati sulla creazione di app per Android P: come sappiamo, Android ha numerose API a disposizione degli sviluppatori, e tra di esse anche “API nascoste” che non fanno propriamente parte dell’SDK ufficiale. Sono comunque importanti, in quanto permettono di abilitare funzioni più avanzate o scorciatoie di sistema, anche se di tanto in tanto possono causare conflitti con gli ultimi aggiornamenti Android in arrivo.

Ed è proprio per evitare questi possibili disagi agli utenti che Google avrebbe deciso, a partire da Android P, di disabilitare l’accesso alle classi e ai metodi marcati con il tag “@hide” nel codice AOSP. Le applicazioni che eventualmente dovessero tentare l’accesso ai flag marcati come “tabù” da Google non funzionerebbero, impedendo l’esecuzione del software.

Va comunque detto che i developer potrebbero certamente scovare nuove alternative per l’accesso alle API bloccate su Android P: il comportamento delle app ne risulterebbe ovviamente modificato in certi casi, tuttavia sarebbe pur sempre meglio che rinunciare del tutto al software scelto dall’utente, semplicemente perché visto da Google come “instabile”. Tutto sta, quindi, nel seguire i prossimi passi di Big G in merito a questa inattesa chiusura verso le API, e soprattutto come i developer si ingegneranno per aggirare l’ostacolo.

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