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Facebook e Google violano il GDPR? Nuove accuse potrebbero costare multe salatissime

di Carlo Desi Aggiornato il
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Lo scorso 25 maggio è entrato in vigore il GDPR, la nuova regolamentazione inerente la protezione dei dati personali in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Tutte le aziende e le società sono obbligate a rispettarne le norme, pena l’oscuramento del sito dai server europei. D’altra parte, proprio nelle ultime ore abbiamo assistito all’oscuramento di diversi siti americani nel nostro Paese. Già da adesso, a pochi giorni dall’entrata in vigore del GDPR, alcuni colossi sono stati accusati di averlo violato. Di chi stiamo parlando? Vediamolo brevemente e cerchiamo di capire cosa è accaduto e cosa potrà succedere in futuro.

Grandi nomi come Facebook e Google sono entrati nel registro degli indagati per non aver rispettato il nuovo GDPR. A questi si unirebbero anche WhatsApp e Instagram, due delle piattaforme più utilizzate quotidianamente. Ma quale sarebbe, in particolare, l’accusa da cui Facebook e Google, nel dettaglio, devono difendersi? Si parla, a quanto si è appreso da alcuni estratti della denuncia apparsi sul web, di consenso forzato al trattamento dei dati personali. In pratica, o gli utenti accettavano il nuovo regolamento per la privacy o, l’unica alternativa possibile, era quella di eliminare definitivamente il proprio account.

La denuncia si basa sul fatto che il GDPR non permette assolutamente di sospendere un servizio ad un utente solo perché non ha accettato di dare il proprio consenso al trattamento dei suoi dati personali. E Facebook sembra essersi reso colpevole di aver bloccato diversi account di iscritti che non avevano voluto prestare questo famigerato consenso. Una cattiva interpretazione del GDPR? O cos’altro? Di certo la questione che si aperta non è destinata a chiudersi tanto in fretta. E in caso di colpevolezza accertata, le aziende in questione dovranno pagare una multa molto salata con cui si giocheranno diversi miliardi di dollari. E non ci voleva proprio, specie dopo i recenti scandali sul furto dei dati personali che hanno coinvolto proprio Facebook! Vedremo, dunque, come si evolveranno le cose!

Via: FastCompany

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