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Videogiochi vietati ai minori di 18 anni con l’indice di valutazione PEGI

di Roberto Naccarella

Di sicuro molti lettori di Tech for Dummies, specialmente quelli maggiormente appassionati di “gaming”, conoscono l’indice di valutazione PEGI, ovvero quel riquadro che solitamente compare sulla confezione di vendita del videogioco, e precisamente nella parte inferiore (sullo store online si trova sulla pagina del videogioco, ndr). Fino ad oggi, l’indice di valutazione PEGI indicava sostanzialmente l’età consigliata per giocare con il prodotto.

Ma con l’entrata in vigore del nuovo regolamento Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani (AESVI) l’indice di valutazione PEGI assumerà caratteristiche ancora più importanti. La classificazione, infatti, verrà preso come “metro” per vietare la vendita di determinati videogiochi a tutti coloro che non rispettano il requisito dell’età consigliata. Per fare un esempio, i videogiochi etichettati come PEGI 18 non potranno essere venduti ai minori di 18 anni, mentre quelli PEGI 16 vengono vietati ai minori di 16, e via dicendo.

Il direttore generale di AESVI, Thalita Malagò, ha chiarito ogni aspetto riguardante questo cambiamento. “La Legge Cinema del 2016  ha fissato il principio generale, ispirandosi al sistema PEGI. Dopo circa tre anni – spiega Malagò – siamo pervenuti a un regolamento vero e proprio che disciplina la materia della classificazione, firmato dall’Autorità Garante delle Comunicazioni e scritto in collaborazione con gli operatori del settore, tra cui AESVI, all’interno di un apposito tavolo di co-regolamentazione”.

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