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Google assorbe Fitbit: c’è aria di cambiamento per indossabili e Wear OS

di Roberto Naccarella

Il settore del wearable è uno dei pochi che non è interessato da un calo nelle vendite, come invece è accaduto ultimamente nel campo degli smartphone e specialmente in quello dei tablet. E tra i leader c’è anche Fitbit. La diffusione degli indossabili è ormai molto marcata, soprattutto tra coloro che amano fare sport e tenersi in forma, monitorando attentamente alcuni parametri come il battito cardiaco.

Probabilmente è anche per questo che un colosso come Google ha deciso di fare “la voce grossa” e mettere a segno un vero e proprio colpaccio. Il gigante di Mountain View ha infatti acquistato una delle aziende leader nel mondo per la produzione di dispositivi indossabili, in particolar modo gli smartwatch e i fitness tracker. Stiamo parlando di Fitbit, che entra quindi a far parte dell’ormai vastissimo mondo di Big G.

Fu proprio Fitbit, pochi anni fa, a rilevare Pebble, all’epoca una delle aziende più “lanciate” nel mondo dei dispositivi indossabili: ora è Google ad inglobare a sua volta la società americana produttrice di smartwatch e smartband con sede a San Francisco. Ma quanto è costata questa importante operazione a Google? Stando a quanto emerso sul web, Big G ha speso una cifra pari a 2,1 miliardi di dollari per pagare tutte le azioni di Fitbit: l’acquisizione si concluderà entro il prossimo anno.

Attraverso questa acquisizione, il colosso di Mountain View ha intenzione di iniziare a lavorare a dispositivi indossabili made by Google. Il suo sistema operativo per wearable basato su Android, Wear OS, non se la sta passando molto bene se consideriamo i dispositivi lanciati ultimamente e il fatto che essi non sono tra gli indossabili più venduti. Ma con il know how e le risorse di Fitbit, Big G potrebbe riuscire a rivoluzionare il suo sistema operativo rendendolo molto più interessante per l’altissima percentuale di acquirenti che non gli danno più alcuna priorità.

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