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Google può fornire tutti i nostri dati alle autorità, se lo ritiene necessario

di Michele Ingelido

A pochi giorni dallo scandalo destato dalla notizia riportante che Amazon potrebbe tranquillamente fornire i dati di Alexa alle autorità, emerge che anche Google può farlo, senza richiedere nessuna autorizzazione da parte dell’utente che sta utilizzando un suo dispositivo. I dati personali degli utenti, inclusi i video registrati dalle videocamere di sorveglianza, dai videocitofoni e i dati generati dagli smart speaker, possono essere condivisi da Big G con le forze dell’ordine.

A riportarlo è la stessa informativa sulla privacy di Google, la quale specifica che qualora l’azienda dovesse ritenere di poter impedire il decesso di qualcuno o gravi danni fisici ad una persona, potrebbe fornire informazioni ad un’ente statale. I casi citati sono gli allarmi bomba, le sparatorie nelle scuole, i rapimenti, la prevenzione dei suicidi e i casi di persone scomparse. In questi casi gli utenti potrebbero ritrovarsi con una vera e propria spia a controllarli.

Google ha altresì affermato che quando si verificano questi scenari di emergenza cerca sempre di avvisare il titolare dei dati sui dati trasmessi. Amazon invece non menziona questa eventualità nei suoi termini di servizio, nonostante quest’anno abbia già acconsentito a ben 11 richieste di emergenza da parte delle autorità. Non sono invece intenzionate a fornire dati alle forze dell’ordine Anker, Apple, Arlo e Wyze. Nel caso di Apple è praticamente impossibile in quanto i suoi dispositivi hanno la crittografia end-to-end attivata di default.

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