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scatola nera in auto

La scatola nera sulle auto è ufficialmente obbligatoria: come funziona

di Roberto Naccarella

Anche i nuovi modelli di auto, furgoni, autocarri e autobus che verranno venduti nell’Unione Europea dovranno dotarsi della scatola nera per autovetture. Lo scopo dell’EDR, sigla che sta per Event Data Recorder, è quello di registrare e mettere a disposizione i dati nel caso si venga coinvolti in un incidente stradale: la velocità a cui si andava durante lo schianto, ad esempio, ma anche la frenata, l’attivazione dell’airbag e lo stato dei sistemi di sicurezza.

Ma servirà davvero a fornire un aiuto in termini di sicurezza stradale? Probabilmente no, perché le regole fissate dall’UE vietano la memorizzazione di informazioni su ora, data e posizione: una mancanza pesante, dato che sono proprio questi tre aspetti a determinare la ricostruzione accurata di gran parte degli incidenti. Pertanto, i dati raccolti dalle scatole nere per autovetture verranno utilizzati esclusivamente per un’analisi sugli incidenti in linea di massima, senza andare a ricostruire la dinamica nei dettagli come è possibile fare con una dash cam.

Ma non c’è solo la scatola nera tra le novità relative ai dispositivi elettronici che troveremo prossimamente nelle auto. Il sistema ISA, ovvero Intelligent Speed Assistance, diventa infatti obbligatorio: si tratta di un rilevatore di velocità che dovrebbe rivelarsi un aiuto a rispettare le regole del codice della strada. Tuttavia, anche qui ci sono dei dubbi sull’effettiva validità del sistema, che andrebbe addirittura ad “arrecare fastidio ai conducenti”.

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