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Nel metaverso niente barriere linguistiche: l’AI di Meta traduce 200 lingue

di Roberto Naccarella

Per far sì che il metaverso possa accogliere al massimo l’inclusione e la comunicazione, Meta-Facebook ha lanciato il progetto open source No Language Left Behind con lo scopo di supportare la traduzione anche alle lingue che attualmente non godono di questa possibilità con i software attuali. Si tratta, in breve, di un modello di intelligenza artificiale che ha la capacità di tradurre in 200 lingue diverse, come ha spiegato Mark Zuckerberg in un post dedicato.

Il creatore di Facebook Inc. (che è poi diventata Meta) ha fatto presente come l’intelligenza artificiale stia migliorando praticamente ogni servizio e tramite le tecniche di modellazione dell’AI è stato possibile arrivare a No Language Left Behind, che consente di realizzare traduzioni di alta qualità per le lingue parlate da miliardi di persone in tutto il mondo. E non è tutto, perché dato che il progetto è open source i vari ricercatori potranno migliorare i loro strumenti di traduzione.

D’altronde la traduzione è uno degli aspetti a cui stanno puntando molto le varie aziende tecnologiche, servendosi proprio di uno strumento così potente come l’intelligenza artificiale. Anche Google come Meta è molto impegnata su questo fronte, come si evince dall’aggiunta di 24 nuove lingue a Google Traduttore, che ora ne supporta 133. Inoltre, BigG ha anche cominciato a fornire dettagli su un prototipo di occhiali smart in grado di tradurre le lingue in tempo reale.

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