Internet delle Cose (IoT): ecco perché potrebbe fallire e far rischiare la vita

L’Internet delle Cose (IoT) è il futuro, almeno questa sembra essere la convinzione di tanti, molti. Ma non tutti. Il motivo principale su cui ci si interroga è relativo alla sicurezza: tutti gli oggetti sono vulnerabili e questo può creare notevoli problemi per la privacy e l’incolumità degli utenti. I maggiori produttori, da Apple a Facebook passando per Samsung e molti altri, stanno investendo molto sulle innovazioni tecnologiche che l’Internet of Things potrebbe portare nell’imminente futuro.

Ma tutto questo progresso non sembra frenare le perplessità di chi teme che l’influenza degli hacker possa compromettere seriamente la sicurezza dell’Internet delle Cose. Anche perché non si tratterebbe di un “semplice” furto di dati sensibili (password, foto o documenti che siano), ma del controllo vero e proprio, reale, di oggetti che utilizziamo quotidianamente. A portare la discussione sulla sicurezza – nonostante non riscuota un grande clamore mediatico – è niente meno che l’FBI che ha avvertito, a seguito di una collaborazione con il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, tutti gli automobilisti sul rischio per la loro sicurezza derivati dall’utilizzo delle automobili con dispositivi altamente tecnologici (parcheggio automatico, assistenza per il traffico, guida senza il conducente, eccetera).

C’è il serio rischio che ognuno possa rimanere (come l’esperimento svolto dal Dipartimento dei Trasporti ha confermato) sequestrato e controllato a distanza da un hacker, con intenzioni poco rassicuranti per la propria incolumità. L’Internet delle Cose quindi non è solo una meravigliosa innovazione, ma un nuovo modo di vivere che genera il pericolo che le cose possano ritorcersi contro l’uomo non per loro volontà (come fosse fantascienza) ma perché utilizzate, male, contro l’uomo stesso.

Fonte

Lia Placido

Magneticamente attratta da tutto ciò che è innovazione senza mezzi termini. Amo il nuovo, la scoperta, l’apparentemente inspiegabile.