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Wannacry, tra le vittime preferite dal ransomware c’è Windows 7

di Roberta Betti

A qualche giorno trascorso dal picco effettivo di infezioni causate dal ransomware di nuova generazione Wannacry, che sembra aver colpito anche i più sicuri Mac, Kaspersky traccia un primo bilancio sulla tipologia di OS più colpita. A quanto pare, secondo i dati raccolti, è un inaspettato Windows 7 a conquistare la vetta, con ben il 97% dei casi riguardandi questa versione del sistema operativo di casa Microsoft.

Nonostante inizialmente Windows XP fosse stato indicato come principale indiziato per la diffusione di Wannacry, le stime finali hanno ribaltato il rapporto a sfavore di Windows 7: XP, che vanta ormai 16 anni di diffusione, è stato invece colpito in minima parte. Tra le vittime minori nel mondo Windows troviamo anche la piattaforma 2008 R2 Server, che si attesta comunque all’ 1%.

Per quanto riguarda il post-infezione da Wannacry, non sono ancora stati raccolte informazioni in merito a chi abbia avuto accesso al data restore dopo aver corrisposto il riscatto in Bitcoin: si tratta comunque di una mossa sconsigliata, in quanto la chiave per la decrittazione dei file potrebbe non arrivare comunque all’utente colpito.

All’origine dell’attacco Wannacry, comunque, sarebbe stata rilevata una causa primaria: un worm capace di scoprire piattaforme vulnerabili ad un bug presente in Server Message Block, una tecnologia Microsoft nata per condividere rapidamente in rete porte seriali, file e molto altro. Un exploit per SMB capace di propagarsi ad altri PC vulnerabili connessi è alla base del panico suscitato dal ransomware. L’attacco continua a propagarsi, nonostante l’impatto sia ora di entità inferiore rispetto a fasi più concitate di questa epidemia digitale: arriverà mai una soluzione definitiva per Wannacry?

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