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Google vs Oracle, guerra finita: dopo 11 anni c’è la sentenza definitiva

di Patrizia Maimone

Chi segue le vicende dei grandi colossi della tecnologia mondiale sarà di certo del caso Google vs Oracle. Un caso che ha visto le due aziende fronteggiarsi in tribunale per ben 11 anni. Dopo diversi gradi di giudizio, dopo varie sentenze, ci ha pensato la Corte Suprema a decretare, una volta per tutte, la fine della vicenda. Una delle due aziende, quindi, ha ottenuto la vittoria. Chi l’avrà spuntata? Facciamo chiarezza sulla situazione.

Un passo indietro: da dove nasce lo scontro Google / Oracle

Prima di parlare della sentenza definitiva della complicata vicenda legale tra Google e Oracle importante comprendere perché si è giunti a tanto e quali sono state le richieste di entrambe le aziende. Alla base di tutto si colloca il sistema operativo Android presente sugli smartphone in tutto il mondo che, come sappiamo si lega al linguaggio Java (di proprietà di Sun, acquisita, poi da Oracle). Nel momento stesso in cui aveva iniziato ad utilizzare Android, Big G aveva implementato un proprio codice per non pagare alcuna licenza a Sun.

Dopo aver analizzato bene il codice di Google, alcune “sezioni” del codice implementato sembravano copia incollate da quello di Sun (divenuto Oracle). Proprio quest’azienda, quindi, denunciò Big G per aver copiato ed utilizzato del materiale per il quale non aveva ricevuto alcuna autorizzazione. La richiesta di risarcimento era inevitabile: chiesti ben 9 miliardi di dollari per “plagio”.

Il processo e la decisione finale

Era il 2010 quando Oracle denunciava Google. Ed è da allora che questa vicenda giudiziaria (la più lunga e “significativa” in questo settore) va avanti. Già nel 2012, a dire il vero, Google vinceva il processo di primo grado. A seguito di ricorso da Oracle, però, la sentenza era stata ribaltata dalla corte d’appello nel 2014. Stessa identica “procedura” per il secondo processo con la vittoria di Big G prima (2016) e quella di Oracle dopo il ricorso (2018).

Nel 2019 Google decide di fare chiarezza una volta per tutte e chiede l’intervento della Corte Suprema (ultimo grado di giudizio). Proprio questa decide, con 6 voti favorevoli e 2 contrari, di dare ragione al colosso di Mountain View. Big G si è dimostrata felice di questa decisione dedicandola “ai consumatori, all’informatica e all’interoperabilità”. Anche Oracle ha commentato, con un certo rammarico, la sentenza asserendo che in questo modo si favorirà il costante “monopolio” di Google con pratiche definite “scorrette”. La parola fine, comunque, è stata ormai scritta!

Fonte

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