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Ingegnere Google afferma che l’AI prova sentimenti: sospeso

di Roberto Naccarella

L’intelligenza artificiale prova dei sentimenti? Per l’ingegnere Blake Lemoine è proprio così, almeno stando a quanto rivelato dallo stesso membro della Divisione Responsible AI di Google sull’intelligenza artificiale responsabile. In un’intervista rilasciata al Washington Post, infatti, Lemoine ha affermato che uno dei sistemi di intelligenza artificiale realizzati da BigG avrebbe raggiunto un livello di sensibilità paragonabile a quello degli esseri umani.

Per dimostrarlo, Lemoine conversa con LaMDA, acronimo che sta per Language Model for Dialogue Applications: si tratta di un chatbot che si basa su algoritmi proprietari di Google e su miliardi di parole che si trovano sul web. La macchina sembra addirittura attraverso i sentimenti riuscire a riflettere sulla sua stessa esistenza. Dopo l’intervista, la multinazionale statunitense ha deciso di prendere provvedimenti nei confronti di Lemoine, che avrebbe violato gli accordi di riservatezza: l’ingegnere è stato posto in congedo retribuito.

Google ha tenuto a precisare che il sistema LaMDA non ha assolutamente sviluppato sensibilità e consapevolezza umane. Chiaramente non si è in grado di capire se le affermazioni di Lemoine possano corrispondere a verità: l’ingegnere potrebbe aver forzato le risposte della macchina e comunque un sistema di AI così avanzato potrebbe arrivare ad imitare il comportamento umano. Pertanto è ancora presto per poter parlare di intelligenza artificiale senziente.

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