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auricolari true wireless economici

Top 5 migliori auricolari true wireless economici sotto i 100 euro (2020)

di Michele Ingelido Aggiornato il
Aggiornato il

Si pensava che nel 2019 saremmo andati in giro con le macchine volanti e avremmo indossato brutte scarpe della Nike (chi ha detto Ritorno al Futuro?). Beh, per la seconda per certi versi ci siamo, per il resto, invece, ci siamo accontentati di liberarci dei cavi dalle cuffie. Zemeckis sarà rimasto deluso, ma poco male, per noi è una novità e il mercato ha iniziato a vendere auricolari true wireless economici a profusione.

I siti di tecnologia ovviamente stanno cogliendo la palla al balzo, e pullulano di recensioni, articoli e comparative sull’argomento (e noi non siamo tanto da meno). Probabilmente sei qui perchè sei alla ricerca di un paio di cuffie economiche Bluetooth e tra i millemila modelli online non sai se siano meglio le Xiaomi o il nuovo clone cinese non in ear delle Apple AirPods. O magari non sai cosa sono queste cuffie True Wireless e vuoi saperne di più a riguardo e per quale motivo andrebbero comprate.

Che tu vorrai acquistarle per ascoltare la musica, per telefonare, per fare sport o solo per sentirti all’avanguardia perchè oltre ad indossare l’ultimo discutibile modello di Nike (si scherza, ovviamente) vuoi anche occupare i tuoi padiglioni con le nuovissime cuffiette senza fili super minimali all’ultimo grido, per noi va bene comunque. E con questo articolo siamo qui appositamente per aiutarti. Ti auguriamo quindi una buona lettura, questa è la Top 5 migliori auricolari true wireless economici sotto i 100 euro. E se vuoi diventare anche un conoscitore di questo tipo di prodotto, dopo la classifica troverai anche tutti i consigli più utili per fare la scelta migliore.

Indice

Migliori auricolari true wireless economici sotto i 100 euro: la top 5

5) Redmi AirDots

Redmi Air Dots

Ritorniamo seri, e iniziamo questa classifica con le Redmi Airdots, modello sviluppato dalla Xiaomi, che già da un po’ di tempo ha trovato il suo spazio nel mercato mondiale della telefonia (e non solo). Queste sono la loro prima versione di auricolari true wireless, e bisogna dire che la qualità dimostrata dall’azienda è ben superiore di altre che si buttano nella produzione e distribuzione di prodotti di questo tipo.

Ed in effetti risultano tra le più acquistate degli ultimi tempi. Ma venendo alle caratteristiche, il modello è in-ear, il Bluetooth è di ultima generazione 5.0 e la portata del segnale è di circa 10 metri. La batteria delle cuffie è di circa 3 ore e mezza, ma ovviamente con il case di ricarica, che arriva a completare 2 sessioni piene, si arriva a più o meno 10 ore di utilizzo.

La qualità audio, per il prezzo di vendita, è più che buona, forse solo in chiamata si nota qualche calo di qualità, ma nulla di eccessivamente rilevante. I controlli multimediali lavorano anch’essi bene: non c’è la possibilità di regolare il volume, ma in alternativa, con un tocco si può rispondere alle chiamate e settare play o pausa, doppio tocco per mettere in funzione l’assistente vocale, e tocco prolungato per spegnerle.

4) AUKEY EP-T21

Aukey

Passiamo alle Aukey EP-T21, anche questi sono auricolari in-ear, per certi versi simili alle airpods, solo esteticamente, precisiamolo, e abbiamo notato che la durata della batteria non è affatto male, considerando la fascia di prezzo. Con una sola carica arrivano a durare quasi 5 ore, senza contare che con il suo box di ricarica si possono completare 4 sessioni.

Il volume è abbastanza alto e la qualità audio è nella norma e in relazione al prezzo è tutto abbastanza bilanciato. Anche qui nessuna gestione del volume con il touch control, ma non esiste il tap singolo, che può essere un vantaggio, considerando che spesso quando si indossano cuffie di questo tipo si tende a toccare i sensori e attivare tutto il mondo involontariamente.

Doppio tap invece per play/pausa e pressione prolungata per passare alla prossima canzone (auricolare destro) o alla precedente (auricolare sinistro). Il volume è molto alto, tant’è vero che se si arriva al picco, iniziano leggermente a gracchiare, ma direi che per delle cuffie di questa fascia è un difetto accantonabile.

3) TWS i17

TWS i17

Giungiamo al primo modello non in-ear di questa classifica. Si, va bene, ci troviamo di fronte ad un clone delle airpods bello e buono, ma tra i tanti tentativi di aziende che improvvisano cercando di cavalcare l’onda appropriandosi dello stile altrui, queste TWS i17 sembrano uno dei compromessi più affidabili, e sono anche tra i modelli-clone più acquistati.

Esteticamente una copia di buona fattura, sia per il box di ricarica, che per le cuffie vere e proprie. Anche alcuni dettagli funzionali sono stati presi in prestito dalla Mela, per esempio l’accattivante animazione che compare quando gli auricolari vengono collegati allo smartphone (iOs). Inutile dire però che non ci sono paragoni con le originali, la durata della batteria di una singola sessione si aggira sulle 3 ore, e la qualità audio, per quanto sia bilanciata è meno corposa e calda.

Per quanto riguarda le chiamate, se non ci sono rumori di fondo troppo invadenti, il vostro interlocutore non avrà problemi a capirvi, mentre se siete circondati dal traffico o altro, si farà un po’ più fatica; ma che la cancellazione dei rumori non sia il top penso fosse abbastanza prevedibile. Tuttavia considerando il prezzo molto contenuto, non sono una cattiva scelta, abbiamo visto di peggio sul mercato, anche a prezzi più elevati.

2) Huawei FreeBuds Lite

Huawei Free Buds Lite

Una scalinata dopo troviamo le Huawei FreeBuds Lite, tra i migliori auricolari sotto i 100 euro. Molto simili alle nuove Air Pods, questo modello in-ear è uno dei più richiesti in giro, e la qualità generale è di buona fattura, l’audio è ben bilanciato (qualche pecca nei bassi, ma i medi e gli alti compensano in positivo), e il volume è veramente alto, ed essendo anche in-ear probabilmente non avrete mai bisogno di superare il 70%, e se lo farete, beh, magari a fine articolo vi consigliamo qualche prodotto Amplifon 😛

Autonomia della batteria, 3 ore circa a sessione, più tre cariche complete con il case; abbastanza standard. Il bluetooth è di 4.2, non il top, considerando che nel guardare un video andrete incontro a un po’ di latenza nella sincronizzazione. Nota molto positiva è invece la qualità in chiamata, davvero soddisfacente anche in contesti rumorosi e all’aria aperta.

1) Xiaomi Mi Air 2

Xiaomi Mi Air 2

Medaglia d’oro per Xiaomi. Infatti con queste Air 2 l’azienda cinese ha fatto centro. Prendendo chiaro spunto dalle Airpods dell’Apple, sono riusciti però a sviluppare un prodotto a se’ stante, il prezzo con il quale viene venduto, possiamo affermare che non ha eguali in rapporto alla qualità, e al momento, a detta del web e di chi le ha provate, sono probabilmente il miglior paio di auricolari true wireless NON in-ear che potete reperire in giro.

La qualità audio in generale è molto equilibrata, l’audio in chiamata è veramente buono, la connessione tra di loro e lo smartphone è immediata, e il touch control, seppur non il top del top, è personalizzabile tramite un’app, purtroppo al momento solo in cinese. Già, perchè le Air 2 sono state lanciate da poco in Cina, ma si attende ancora il rilascio globale, che si spera arrivi nei primi mesi del 2020.

Tuttavia sono tanti i siti online che le distribuiscono, quindi possono essere ordinate tranquillamente anche qui; la pecca è che l’assistente vocale è utilizzabile solo in cinese. Se siete interessati ad un’analisi più approfondita delle Xiaomi Mi Air 2, noi ne abbiamo postato una recensione, disponibile al collegamento qui sotto.

Come scegliere le migliori cuffie true wireless economiche

Dopo avervi mostrato i migliori auricolari true wireless, di seguito vi forniamo tutte le informazioni che possono aiutarvi ad effettuare una buona scelta autonomamente. Vi invitiamo inoltre a fare molta attenzione ai re-brand. Ci sono molte aziende che vendono auricolari true wireless che non sono realmente realizzati da loro. Certe aziende appongono semplicemente il loro marchio a dei modelli di cuffie true wireless già esistenti vendendole in dropshipping.

In realtà, quindi, non le vendono nemmeno loro direttamente, ma le fanno vendere alla casa madre originale applicando un ricarico e inducendo il consumatore a pagare un prezzo maggiore (costo del prodotto originario + profitto dell’azienda che fa dropshipping). Le cuffiette che vi abbiamo proposto sono tutte originali e realizzate dallo stesso brand che le vende.

Design degli auricolari true wireless economici: in-ear o non in ear?

Ormai la gran parte del mercato è saturo di cuffie in-ear, e tutti ci siamo abituati ad indossarle senza troppi problemi. O quasi. Chi vi scrive non è mai stato un amante di questi gommini da infilare a tappo nel proprio padiglione, tuttavia bisogna ammettere che ci sono pro e contro oggettivi che nel complesso vanno a modificare l’esperienza di ascolto e vestibilità, sia per queste “nuove” tipologie di cuffie, sia per quelle dalla forma più classica.

A mio parere le cuffie in-ear sono ottime per tutti quelli che si ritrovano costantemente in situazioni rumorose, come il traffico di città, autobus e quant’altro. La sensazione di isolamento permette di concentrarvi e apprezzare appieno i dettagli di una canzone, elementi che si possono perdere con i modelli “pods”, anche se non siamo necessariamente circondati da inquinamento acustico.

Tralasciando gli aspetti soggettivi, come la comodità avvertita dal proprio orecchio, o la perenne sensazione di ovattamento dall’ambiente circostante, quello che personalmente trovo fastidioso è il fatto che, anche provando a montare dei gommini di diverse dimensioni, le cuffie in-ear creano sempre una soppressione dell’ambiente, e questo non fa sempre bene durante l’ascolto di una canzone.

E’ vero che per certi versi la si sente più viva, ma con i modelli economici spesso perde di naturalità, il suono diventa falsato, rimbomba tutto più della norma, non c’è dispersione di alcun tipo e non si crea “aria”, i bassi diventano iper pompati (senza considerare che i produttori stessi di auricolari tendono sempre ad incrementarli per dare una maggiore sensazione di potenza) e per alcuni generi musicali (che vivono di bassi) può andare benissimo.

Ma se voglio ascoltare un certo tipo di musica dove ogni frequenza ha la sua rilevanza, può risultare un po’ stancante alla lunga. A riprova di tutto ciò è innegabile che ascoltare la stessa canzone da un normale paio di casse, dopo averla riprodotta su un paio di cuffie in-ear economiche, lascia tutt’altro tipo di esperienza, e il divario è netto, senza andare a scomodare gli aspetti tecnici ovvi che intercorrono tra un dispositivo di riproduzione e un altro.

Questi sono tutti elementi che io, personalmente, non riscontro nelle cuffie non in-ear, dandomi la possibilità di ascoltare la musica così come è stata prodotta, e godendo del dovuto spazio tra il padiglione e la cuffia. Ovviamente le cuffie non in-ear hanno svantaggi opposti, ad esempio trovarsi ad ascoltare la propria musica in ambienti rumorosi diventa poco piacevole.

Ovviamente non si ha alcun modo di cambiare la loro vestibilità tramite gommini e se il proprio orecchio non è conforme alla loro forma, si sarà costretti a sopportarne la loro instabilità ed evitare attività più dinamiche come una corsetta al parco. Insomma, alla fine è più una questione soggettiva e di sensazioni che altro, io consiglio di provare entrambe le tipologie, farsi un’idea personale a riguardo e scegliere il tipo più adatto a se stessi. In linea di massima, però, se mettiamo da parte il prezzo, si trovano in giro auricolari in-ear di qualità molto più alta rispetto a quelli non in ear.

Qualità del suono e funzioni smart

Auricolare Wireless

E’ normale che nella scelta di un paio di cuffie bisogna andare a considerare la qualità del suono. I modelli più economici messi in commercio spesso peccano un po’ di qualità sonora, ma se si cerca bene un buon compromesso, a meno che non siate audiofili incalliti, lo si trova sempre. Come detto già nei precedenti paragrafi, spesso i produttori di cuffie tendono ad incrementare il livello di bassi sugli auricolari di oggi (addirittura mostrandolo come punto di forza sulle confezioni), forti del fatto che ascoltare una canzone con quel tipo di frequenze alterate dà apparentemente una percezione della musica più calda e corposa.

Naturalmente per musica come alcuni sottogeneri dell’elettronica può avvantaggiare e l’ascoltatore probabilmente apprezzerà, ma per tutti gli altri generi, personalmente, da amante della musica, non ne vedo molto il bisogno, poichè si va a snaturare il sound di quella canzone. Ovviamente non nego che quest’aspetto possa far piacere ad un ascoltatore casuale, e va rispettato, ma in linea di massima, tralasciando altri aspetti tecnici, come l’impedenza, la definizione eccetera, il mio consiglio è sempre cercare un paio di cuffie che siano il più equilibrate possibile, evitando “boost” di frequenze, che siano bassi, medi o alti. Come evitare sorprese di questo tipo? Su internet si trovano sempre miriadi di recensioni dei prodotti, e unite a commenti e valutazioni, possono essere una buona cartina di tornasole per capire quale prodotto fa meglio il suo lavoro.

Per quanto riguarda le funzioni smart, abbiamo visto che la stragrande maggioranza delle cuffie messe in commercio oggi dispongono di funzioni smart, come quelle del touch control, con cui, tramite dei leggeri tocchi sulla parte esterna dell’auricolare si possono attivare funzioni utili all’utente.

Ovviamente ogni paio di cuffie possiede comandi personali e/o personalizzabili, per fare degli esempi, molti modelli permettono di mettere in play/pausa la riproduzione, rispondere alle chiamate, cambiare canzone, attivare l’assistente vocale, incrementare/diminuire il volume, questi tutti tramite tocco singolo/doppio/triplo/prolungato, a seconda del modello.

Altro esempio di funzione smart che alcuni esemplari possono avere è il sensore con il quale l’utente estrae la/le cuffia/e dal padiglione e la riproduzione viene messa in pausa automaticamente, per poi riprendere al successivo inserimento; oppure ancora alcune cuffie vengono messe in stand by o spente quando queste vengono riposte nell’apposito case di ricarica, senza dover premere tasti o altro. Questi sono alcuni esempi delle funzioni smart presenti, e siamo sicuri che considerando l’andatura dell’avanzamento tecnologico odierno, ne verranno inventati e implementati di nuovi.

Audio in chiamata e cancellazione del rumore

L’audio in chiamata e la cancellazione del rumore sono elementi altrettanto importanti nelle cuffie True Wireless disponibili sul mercato. Per quanto riguarda l’audio in chiamate è importante fare attenzione che gli auricolari abbiano soprattutto un buon microfono, in modo tale che l’interlocutore possa sentirvi in modo chiaro.

Ma a prescindere dalla qualità del microfono, un elemento importante introdotto negli ultimi tempi, è la cancellazione del rumore. Considerando l’ovvia distanza tra la cuffia e la bocca, è normale che qualcosa bisognava fare riguardo all’ambiente circostante, che per forza di cose viene captato dal microfono degli auricolari.

Non tutte le cuffie possiedono questa funzione, ma è chiaro che stia diventando un elemento indispensabile, poichè consente di eliminare tutti quei rumori e fruscii ambientali, per far sì che il microfono assorba solo la fonte di emissione principale e garantire così, un’esperienza migliore all’interlocutore della nostra chiamata. Controllare sempre tra le caratteristiche se ci sono voci riguardo alla sua presenza.

Connettività degli auricolari true wireless economici

Considerando l’assenza di fili è bene anche rendersi conto della connettività degli auricolari true wireless, soprattutto quelli economici, a cui per ovvi motivi non è stata dedicata un’attenzione maniacale. Questo può riguardare soprattutto il tipo di Bluetooth, meglio se a 5.0, la reattività nel connettersi con il proprio smartphone o dispositivo, oppure la latenza audio/video.

Infatti alcuni tipi di cuffie economiche peccano molto da quel punto di vista, rendendo impossibile godersi la visione di video o l’esperienza di gioco, a causa di un ritardo di sincronizzazione. Altro elemento relativo alla connettività è la presenza di un’app apposita, sviluppata dall’azienda produttrice, che potrebbe contenere funzioni aggiuntive per personalizzare il proprio prodotto, oppure per far sì che il firmware degli auricolari resti sempre aggiornato all’ultima versione, cosa che a volte diventa punto di svolta sulla qualità generale delle cuffie.

Batteria e case di ricarica

E’ naturale che funzionando senza la presenza di cavi, questi nostri cari auricolari non vanno avanti per forza divina, ma ogni cuffia ha una batteria personale, la cui durata attualmente si aggira da 1 fino 5-6 ore per sessione. Una volta scaricata/e la/le cuffia/e, queste vanno caricate nell’apposito case/box/scatoletta, che a sua volta contiene una batteria (un Inception di batteria insomma), che può durare dall’una alle 4-5 ricariche complessive, aumentando l’autonomia di tutto l’ambaradam.

E poi? Niente, poi si collega il box ad una porta USB (tramite un cavo, di solito incluso nella confezione), si aspetta un pochino (pochino = un’ora o qualcosa di più, dipende dai modelli, ma di solito è abbastanza veloce la ricarica), e si ricomincia il loop.

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