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Certificato verde digitale

Arriva il Certificato verde digitale per viaggiare nell’UE post Covid-19

di Patrizia Maimone

In un momento in cui, per le restrizioni legate alla pandemia da Covid-19, è praticamente impossibile non solo mangiare fuori ma anche spostarsi e viaggiare, l’Unione Europea ha appena presentato un nuovo progetto. Stiamo parlando del Certificato verde digitale che dovrebbe essere una sorta di “lascia passare” per ricominciare a muoverci nell’UE nell’era post Coronavirus. Ma di cosa si tratta e come funzionerà? Diamo un’occhiata!

Certificato verde digitale, dove e perché servirà?

Il Certificato verde digitale è un certificato che attesta che possiamo liberamente spostarci tra i vari Paesi dell’Unione Europea. Lo scopo è quello di favorire la libera circolazione dei cittadini all’interno dell’UE e non soltanto. Anche altri Paesi che si trovano al di fuori dell’Unione (al momento Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) sembrano intenzionati ad accettare il certificato per consentire il soggiorno dei cittadini nei loro territori.

All’interno di ogni Certificato verde digitale (che sarà, quindi, estremamente personale) si attesterà che il soggetto che lo detiene si è vaccinato contro il Covid-19, che ha già contratto e vinto il virus o che è risultato negativo al test per il rilevamento di un eventuale contagio. Questo vuol dire che la circolazione all’interno dei Paesi che aderiranno all’iniziativa sarà consentita anche a chi non è ancora vaccinato. Unica condizione sarà quella di essere negativi al tampone PCR.

Chi rilascerà il Certificato verde digitale e come

A rilasciare il Certificato verde digitale saranno diverse tipologie di enti sanitari, primi tra tutti gli ospedali e gli hub dove si effettuano le vaccinazioni contro il Covid-19. Il rilascio del documento avverrà in maniera completamente gratuita e potrà avvenire sia in forma cartacea che digitale (da conservare su dispositivi mobili). In entrambi i casi, tutti i dati saranno contenuti all’interno di un codice QR e saranno trascritti nella lingua locale e in inglese.

Nel momento stesso in cui i cittadini si sposteranno con il proprio certificato, saranno le autorità del Paese in cui si stanno recando, a controllare i codici QR. Questo sarà possibile attraverso diversi software che verranno sviluppati nei prossimi mesi e alla lavorazione dei quali contribuirà anche la Commissione Europea.

La questione privacy

All’interno di ogni Codice verde digitale troveremo tutti i nostri dati sensibili o, comunque, parte di essi. Si tratterà di nome, cognome, data di nascita, data di rilascio e delle informazioni inerenti il “rapporto” del soggetto con il Covid-19. I dati sanitari verranno gestiti e controllati dal Paese in cui viene rilasciato il certificato. Nessuna informazione, invece, potrà essere conservata dai Paesi visitati.

All’atto dei controlli, le autorità preposte controlleranno semplicemente che il Certificato verde digitale sia effettivamente valico e autentico (mediante la verifica dell’ente che lo ha rilasciato). Attualmente, lo ricordiamo, si tratta di una proposta ma il certificato potrebbe essere realtà già a giugno 2021. Ci sarà consentito, dunque, spostarci fuori dai confini nazionali a patto di poter dimostrare di essere vaccinati o, comunque, di essere negativi al Coronavirus.

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